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Telescopio Rifrattore 1976 - Sky Master(Made in Japan)

STRUMENTO STRAORDINARIO !!!

Ogni tanto capitano cose particolari nella vita, che fanno davvero pensare. Infatti, parlando con una mia cara amica astrofisica di telescopi in genere, è arrivato nel nostro discorso il suo vecchio strumento, regalatole dal padre nel lontano 1976, il mio anno di nascita! Gentilmente, lei me lo ha proposto in regalo ed io non ho di certo potuto rifiutare un dono così allettante. Grazie infinite, Angela!!

Il telescopio si presenta in ottimo stato di conservazione, con una solida cassa in legno dotata di gancetti metallici per la chiusura e maniglia in legno. La custodia, pur non dimostrando i suoi 49 anni, prossimamente avrà bisogno di una bella mano di impregnante.

All'interno sono contenuti tutti i componenti; anche lo strumento è completamente da assemblare, cosa che nel mio test ha richiesto davvero molto tempo!

Il treppiede è in solido legno e la testa equatoriale pare in ghisa con ruote dentate in alluminio. Ovviamente lo strumento è interamente manuale, con tubi flessibili per la gestione dei comandi di movimento in declinazione e ascensione retta.

Il tubo pare in alluminio, forse con parti in acciaio. Non è molto leggero, con una lunghezza focale (910 mm) e un diametro discreto (76 mm) in una configurazione tipica di quegli anni pionieristici per l'astronomia amatoriale.

Il cercatore è un vero piccolo telescopio di forma perfettamente cilindrica, abbinato ad un suo oculare specifico.

Le ottiche non sono così nitide rispetto a quelle costruite oggi, ma forse l'età ha anche un certo peso in termini di trasparenza del vetro. Tuttavia, osservando Venere, Saturno, Giove e Marte, appaiono ben contrastati e con svariati dettagli ben visibili. Le lenti credo siano di tipo acromatico ed il vetro è semplicemente bianco, senza alcun trattamento, o per meglio dire, non ho percepito trattamenti legati alla massimizzazione del segnale luminoso.

Si tratta di uno strumento davvero ben costruito, considerando che, pur essendo assemblato in serie, era certamente realizzato a mano tramite catena di montaggio in qualche piccolo laboratorio... Ciò lo rende davvero di gran pregio!

I movimenti sono fluidi e, mettendolo in linea con la stella polare, presenta davvero un buon grado di inseguimento pur avendo una testa equatoriale sprovvista di cannocchiale. Ovviamente deve essere bilanciato adeguatamente per avere una rotazione morbida, attraverso lo spostamento del contrappeso tipico di queste montature.

Anche la declinazione è molto precisa e si possono indurre movimenti davvero 'micrometrici'.

Scrivo che è stato emozionante gestire lo strumento meccanicamente attraverso i tubi flessibili per modulare il grado di movimento, che alla fine, anche se la generazione attuale di astrofili è fin troppo abituata a manovrare i telescopi moderni attraverso motori telecomandati o perfino computer, la buona vecchia tecnologia meccanica non è davvero male per ottenere risultati osservativi!

Andando oltre la gestione della montatura ed esaminando il corredo di strumenti possiamo trovare una buona gamma di oculari, anche se quello migliore per la visualizzazione dei dettagli planetari è senz'altro il 20 mm; con gli altri oculari a focale più contenuta si perde molta definizione.

Ho notato anche la presenza di due filtri, uno lunare e l'altro solare, che però non ho potuto testare. È stato bello anche utilizzare un raddrizzatore d'immagine con prisma (ricordo che l'immagine al rifrattore appare capovolta).

Quello che però mi ha incuriosito di più fra gli accessori presenti è stato il pannello da agganciare al focheggiatore per la proiezione del sole... Una tecnica particolarmente in voga in passato e, per quel che mi riguarda, era diffusa negli anni novanta. Poi, a causa dell'avvento informatico, questa è andata via via a perdersi.

Usare questo strumento richiede una certa conoscenza del cielo, visto che è sprovvisto di ogni aiuto digitale, in favore della totale manualità.

Ricordo i tempi quando possedevo in gioventù a mia volta uno strumento manuale, in cui ero alla ricerca di un buon atlante astronomico cartaceo, facile ed intuitivo, e qualcosa avevo trovato ed utilizzato fino a dopo il 2000, ma poi mi ero dotato del primo strumento computerizzato, il formidabile piccolo ETX70 di casa Meade.

Oggi, con questo strumento retrò, posso nuovamente cimentarmi nell'osservazione completamente manuale ed è una vera sfida molto entusiasmante riuscire a trovare senza l'aiuto della 'modernità' svariati oggetti celesti.

In conclusione, analizzando le caratteristiche, il telescopio qui descritto è, a mio avviso, più adatto all'osservazione planetaria, delle stelle doppie e qualche oggetto molto luminoso del profondo cielo, come le Pleiadi o la Grande Nebulosa di Orione.

Nella cassa in legno ho trovato con soddisfazione due bei libretti, con copertina disegnata rappresentata da colori e tratto tipico di quegli anni, che contengono informazioni valide ancora oggi per iniziare l'hobby dell'astrofilo.

Tutto di ottima fattura

 

 

 

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